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Niente di vero tranne gli occhi

Ecco qui una veloce recensione del libro “Niente di vero tranne gli occhi” di Giorgio Faletti.

Titolo: Niente di vero tranne gli occhi
Autore: Giorgio Faletti

Bel libro, non tanto per la trama quanto per lo stile: la storia manca un po’ di originalità e cade un “tantino” nel paranormale. Il serial killer, l’agente non più in servizio e demotivato ricalcano un po’ troppo il quadro presentato in ‘Io uccido’, ma la storia è comunque avvincente e l’attenzione è mantenuta alta anche grazie ai continui cambi di scena.
Punto di forza del libro è più il come che il cosa: l’autore non delude nello stile e si conferma giocoliere delle parole riuscendo a descrivere le situazioni in maniera tangibile:

Improvvisamente, i fari di una macchina di passaggio disegneranno un riquadro luminoso che percorrerà le pareti con rapida furtiva curiosità, come alla ricerca di un punto immaginario. Poi, dopo la prigionia della stanza, quel ritaglio di luce ritroverà la libertà della finestra e tornerà fuori, all’inseguimento della macchina che l’ha generato.

[...] e avviò la moto. Iniziarono il loro muto viaggio di ritorno verso New York, lasciando pronunciare al vento le parole che loro non erano capaci di dirsi, quel vento che con lo stesso gesto distratto disperde le nuvole e i profumi.

I personaggi più interessanti sono sicuramente Lysa Guerrero e Connor Slave impercettibilmente legati dalla ‘Canzone della donna che voleva essere marinaio’ in cui si ritrova tutta la tensione e la sofferenza per qualcosa che fortemente si desidera con la consapevolezza dell’impossibilità di averla.

Voto: 9/10

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